11 STUDIO ROBERTO CAVAZZUTI via P. da Bescapè 3 2-3-4 ottobre ore 14-19
CAMERE UNICHE
A CURA DI EUGENIO BENGALLI
Un’esposizione che sposta il focus dalle origini della visione alla straordinaria varietà formale del medium fotografico. La mostra non è solo una celebrazione della camera ottica, quel luogo dove la luce vince sull’oscurità proiettando il mondo capovolto, ma un’indagine sulle sue evoluzioni più eccentriche e imprevedibili. L’esposizione è curata da Eugenio Bengalli, studente dell'Accademia di Belle Arti di Bologna, con il supporto del dipartimento di Comunicazione e Didattica dell'arte. Il progetto nasce da una solida base di ricerca accademica, esplorando come lo strumento fotografico possa distaccarsi dai canoni commerciali per farsi oggetto d'arte o esperimento biologico. La mostra presenta pezzi unici che sfidano la percezione tradizionale dello strumento tecnico, come l'opera Abracadabra di Francesco Capponi, un lavoro che recupera la dimensione alchemica del processo fotografico, fondendo meraviglia estetica e praticità funzionale in un unico oggetto magico. In esposizione anche gli esperimenti di Vins (Vincenzo Cianciullo), qui il confine tra natura e tecnica svanisce: melanzane, zucchine e peperoni diventano "camere ottiche organiche", occhi effimeri e vegetali capaci di catturare la realtà prima di tornare alla terra. Ad arricchire l'esperienza, una proiezione continua mostra una selezione di altre camere ottiche, frutto di una vasta ricerca di tesi triennale sulle macchine autarchiche e d’artista condotta presso l’Accademia di Bologna. Questo contributo sottolinea l'intento della mostra: dimostrare come il medium ottico possa assumere infinite forme, rivendicando un'autonomia creativa lontana dai prodotti standardizzati.