EVENTO BiG | BORGO INTERGENERAZIONALE GRECO ABCittà, via C. Conti 20 domenica 5 ottobre ore 19
GIOVANNA BRAMBILLA Diritto e rovescio
IN CONVERSAZIONE CON EMANUELA DRAFFA
Che cosa c’entra un libro sugli intrecci tra giustizia e arte con MUBIG? Forse la risposta più diretta si trova in una delle opere prese in considerazione, ovvero l’Incompiuto siciliano, che racconta la consapevole politica di grandi opere, già pensate per essere lasciate a metà, nell’Italia degli anni Settanta, a cui MUBIG contrappone una narrazione del tutto differente, di recupero, partecipazione e vita attiva. Nel libro di Giovanna Brambilla Diritto e rovescio (Vita e Pensiero, Milano, 2025) artisti e artiste, dal passato ai giorni nostri, tessono un filo, invisibile ma tenace, tra la libertà creativa e la scelta, lucida, di affrontare temi di giustizia, che tutt’oggi possono essere sentiti come attuali. Soprattutto nelle voci del panorama contemporaneo emerge un’adesione sincera a questioni che quotidianamente ci interpellano e ci chiedono di prendere posizione: la libertà di pensiero, quella di movimento, la giustizia retributiva e quella riparativa, che si mette in ascolto delle ferite, l’attenzione alla cura per l’ambiente, il diritto allo studio, l’irreparabilità di una votazione finita male, l’esistenza di popoli senza terra, così come il lento ma importante passaggio, in occidente, dalla matrice divina della giustizia al discernimento umano. La chiacchierata tra l’autrice, storica dell’arte ed esperta di educazione al patrimonio culturale, ed Emanuela Daffra, già a capo della Direzione Regionale Musei Lombardia e ora all’Opificio delle Pietre Dure di Firenze, è pensata per invitare a guardare alle manifestazioni dell’arte non come a elementi puramente estetici, in cerca solo della contemplazione, ma a dispositivi interroganti. Cosa c’è dietro un ritratto? Cosa racconta un sasso inciso? In quale cortocircuito mi manda la copia di un’opera famosa imbrattata dagli spray? L’arte, infatti, come la letteratura, il cinema e il teatro, può essere, per chi si mette in gioco, un interruttore di pensiero critico, di riflessione, un generatore di dubbio. E in questi tempi ne abbiamo bisogno.