FANO-MILANO
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Foto

​CENTRALE FESTIVAL 17


12-27 giugno 2026
Rocca Malatestiana
Piazzale Malatesta, Fano


IRENE MELE
​
DESIDUS


​A CURA DI CHIPPENDALE STUDIO

Dodici incisioni metalliche tratte dal Manoscritto Magico di Kassel vengono installate come presenze sospese, frammenti di un sistema simbolico antico che torna ad abitare uno spazio segnato dal tempo e dalla rovina. Le lastre non si presentano come semplici riproduzioni del manoscritto, ma come riattivazioni materiali del segno: superfici incise in cui la figura diventa traccia, soglia, condensazione di una tensione invisibile. Il progetto nasce da una riflessione sul rapporto tra immagine, energia e spazio. In alcune tradizioni ermetiche il cosmo non è concepito come un insieme di elementi separati, ma come una rete vivente di corrispondenze, attraversata da forze che collegano uomo, natura, pianeti e materia. All’interno del Kassel Book, i sigilli e le figure astrologiche non assumono una funzione puramente decorativa o illustrativa: appaiono piuttosto come tentativi di orientare, trattenere o tradurre energie invisibili in forma visibile. L’incisione amplifica questa dimensione. Il metallo porta il segno dentro una materia viva, scavata e trasformata dal gesto. Ogni lastra conserva qualcosa della logica archeologica del reperto e dell’oggetto rituale: non immagine da osservare frontalmente, ma superficie da attraversare, presenza che trattiene tempo, ossidazione, luce e memoria. L’immagine, o in questo caso l’immagine incisa, diventa così una pratica di ascolto e raccolta, una forma di archeologia del visibile. In questa prospettiva fotografia e sigillo condividono una stessa tensione originaria: entrambe operano come dispositivi di traduzione. Il sigillo trasforma forze invisibili in segno; la fotografia trasforma luce, tempo e materia in immagine. Entrambi cercano di dare forma a ciò che non può essere afferrato completamente. Installate all’interno della Rocca Malatestiana, le incisioni instaurano un dialogo con l’architettura stessa del luogo. Le pareti diventano membrana e archivio, superficie attraversata da stratificazioni temporali differenti. Il segno inciso si inserisce così nello spazio come una presenza liminale, sospesa tra reliquia, mappa cosmica e immagine contemporanea. Più che rappresentare qualcosa, queste opere sembrano interrogare la possibilità stessa di rendere visibile ciò che resta nascosto: le connessioni sottili tra materia e simbolo, tra rovina e memoria. 

Irene Mele è nata a Lecce nel 2001. Vive e lavora tra Milano e Lecce.
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Orari di apertura
12 giugno h. 21-24
13 giugno h.10-13 / 16-20 / 21-24
14 giugno h.10-13 / 16-20​
19-20 giugno h.17.30-19.30
26-27 giugno h.17.30-19.30
Ingresso gratuito
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PROGRAMMA


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